Home » Procedure e Trattamenti » Termoablazioni Percutanee dei Tumori

Termoablazioni Percutanee dei Tumori

 

termoablazione_clip_image002elettrodo sotto con guida tac termoablazione_clip_image003controllo dopo procedura,necrosi con vacuolizzazione centrale
  termoablazione_clip_image004Controllo a 2mesi termoablazione_clip_image005Controllo a 6 mesi termoablazione_clip_image006 Controllo ad 1 anno: esiti necrotici con  margini netti, non vascolarizzati

Regime: ricovero ordinario

Indicazioni: tumori primitivi e secondari epatici non trattabili chirurgicamente. Metastasi polmonari che non rispondono a chemioterapia
Razionale :L’impiego della termoablazione nel trattamento dei tumori epatici sfrutta l’effetto necrotizzante esercitato dal calore sui tessuti biologici. Temperature superiori ai 60 °C determinano in pochi minuti una necrosi coagulativa dei tessuti. L’ipertermia della lesione tumorale può essere indotta mediante diverse fonti di energia. Fra le tecniche di termoablazione, la più utilizzata è quella che impiega le radiofrequenze(RF) come sorgente di energia termica, per una serie di vantaggi operativi riconducibili essenzialmente alla possibilità di trattare efficacemente una lesione tumorale mediante l’infissione di un singolo ago
Documentazione richiesta:
a) emocromo, azotemia, creatininemia, transaminasi, gammaGT, protidogramma, PTT,INR.
b) ECG – Ecografia – TAC
c) Valutazione clinico-anamnestica, firmata dal Medico curante, atta a classificare il rischio del paziente
d) consenso firmato dal paziente, adeguatamente informato
Sala operativa: angiografica o TAC
Preparazione paziente: Digiuno da 12 ore.
Anestesia: anestesia locale e con sedazione endovenosa profonda o anestesia generale
Modalità di esecuzione: Con guida ecografia o TAC si identifica la lesione e la sede d’accesso. Si  esegue anestesia locale e si  posiziona l’ago elettrodo all’interno della lesione. Si procede quindi alla sedazione profonda o all’anestesia generale del paziente e si collega l’ago elettrodo al generatore dando il via alla procedura di termoablazione  al fine di determinarne la distruzione mediante emissione locale di calore. Il  trattamento  ha una durata variabile fra 20 e 40 min. e potrebbe necessitare di più sedute. Sono previsti i seguenti effetti collaterali: dolore addominale trattabile con analgesici – febbre per 2, 3 giorni – a volte versamenti pleurici reattivi, a risoluzione spontanea.

Rischi e complicanze generici: quelli derivanti dal trattamento interventistico: ematomi locali e sottocapsulari, flogosi asettiche locali o peri epatiche, ascessualizzazione delle aree trattate per necrosi colliquativa. Insufficienza epatica. Ed inoltre il possibile parziale insuccesso del trattamento, eventualmente trattabile con chemioembolizzazione arteriosa.

Rischi e complicanze specifici: quelli derivanti dalle condizioni generali proprie del paziente ( ad es. cardiopatie, insufficienza respiratoria, ecc.)

Procedure alternative: chemioembolizzazione arteriosa. Ablazioni chirurgiche, se attuabili.

Per ulteriori informazioni: inforadiologia@libero.it